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🌀 NILS è stata nominata il 10 febbraio 2026 dall'instituto meteorologico francese Météo-France (FRA), è la quattordicesima tempesta nominata dal gruppo sud-occidentale nella stagione 2025-26.
Si è sviluppata sull’Atlantico nord-orientale, ad una latitudine più alta rispetto alle precedenti tempeste, raggiungendo la massima intensità tra l’11 e il 12 febbraio 2026, con un marcato gradiente isobarico responsabile di raffiche molto forti lungo la costa atlantica francese e nel nord-est della Spagna.
Il fronte si è successivamente scisso in due per via dell'orografia, con la parte più intensa lungo l'asse secondario che ha attraversato il Mediterraneo.
Nils è stata prevalentemente una TEMPESTA DI VENTO ma con effetti importanti dovuti anche alle precipitazioni cadute in contesti già idrologicamente vulnerabili.
🇫🇷 FRANCIA - È stato il paese più colpito in termini di impatti sistemici, il maltempo ha causato tre vittime.
Venti violentissimi hanno causato numerosi ed ingenti danni: migliaia di alberi abbattuti in diverse regioni, infrastrutture private e pubbliche danneggiate, tetti divelti, oggetti spazzati via, autoarticolati rovesciati e circa 900.000 utenze senza elettricità.
Nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio l'impatto della tempesta sulle coste atlantiche è avvenuto con raffiche di 162 km/h a Biscarrosse (Landes), 145 km/h a Pau (Pirenei Atlantici) e 136 km/h a Mont-de-Marsan (Landes).
Per tutta la giornata del 12 febbraio i venti hanno colpito le regioni sud-orientali, il Golfo del Leone e la Corsica. Sui dipartimenti dell'Aude e dell'Hérault si sono abbattuti i famosi "cers", venti di caduta identici al più famoso foehn, che dal Massiccio del Corbières, dalle colline pirenaiche e dal Massiccio Centrale discendono verso la costa mediterranea. Le raffiche hanno raggiunto i 180 km/h a Caixas (Pirenei Orientali), 158 km/h a Vives (Pirenei Orientali) e 149 km/h sia a Perpignano (Pirenei Orientali) che a Lézignan-Corbières (Aude). Sulla Corsica è andata anche peggio con i 185 km/h misurati a Cagnano (Alta Corsica).
A causa delle forti piogge dell'ultimo periodo e dell'ulteriore innalzamento dei livelli dei fiumi, si sono verificate diverse esondazioni.
In virtù di possibili alluvioni nella regione di Bordeaux, lungo i bacini fluviali della Charente e della Dronne, il programma europeo Copernicus ha avviato un'attivita di monitoraggio e di mappatura sull'area interessata.
Tuttavia l'area più colpita è stata quella lungo il corso della Garonna, nei dipartimenti della Gironde e della Lot-et-Garonne, soggetta a diffuse inondazioni. A La Réole il fiume ha raggiunto un'altezza di 10 metri (superando i valori di piena del febbraio 2021), allagando strade e quartieri circostanti. Scenari simili si sono riscontrati a Marmande, Aiguillon, Tonneins, Gironde-sur-Dropt e Langon, con diversi residenti costretti ad evacuare.
La Vézère ha raggiunto un picco di 6,17 metri a Montignac-Lascaux, allagando i piani bassi di case e negozi; a Bergerac venti persone sono state evacuate per l'esondazione del fiume Caudeau.
Centinaia di strade sono state interrotte dalla caduta di alberi, da frane o da allagamenti, con criticità che hanno interessato anche alcune autostrade. Le interruzioni hanno colpito anche le linee ferroviarie ed i collegamenti marittime. Nel bacino settentrionale del Mediterraneo si sono generate onde di notevole intensità che hanno raggiunto i 7-8 metri nella Corsica meridionale.
Sulle Alpi, le nevicate molto intense hanno innescato diverse valanghe). Oltre un metro di neve fresca è caduta sui rilievi della Savoia, al di sopra di un manto già molto instabile.
🇪🇸 SPAGNA - Gli effetti del ciclone si sono fatti sentire sulle regioni atlantiche, su quelle pirenaiche e sul nord-est.
Venti forti dal Mar Cantabrico hanno interessato tutta la fascia costiera atlantica ed i settori montani retrostanti. Le raffiche hanno raggiunto i 185 km/h a Estaca de Bares, 141 km/h a Cabo Busto e 120 km/h a A Coruña. Mareggiate si sono abbattute lungo le coste.
Le condizioni più pesanti hanno gravato sulla Catalogna dove le autorità hanno chiuso tutte le scuole e sospeso le visite mediche per mezzo milione di persone.
Da Tortosa a Girona i venti hanno soffiato oltre i 100 km/h, con punte di 167 km/h nell'area montuosa di Montseny.
A Barcellona una ventina di persone sono rimaste ferite dalla caduta di detriti e dagli alberi sradicati, 91 voli sono stati cancellati o dirottati all'aeroporto di El Prat.
In tutta la regione i servizi ferroviari sono stati completamente interrotti per motivi di sicurezza e decine di migliaia di abitazioni sono rimaste senza elettricità.
Un'intensa ventilazione ha investito anche l'arcipelago delle Baleari, in particolare l'isola di Maiorca con venti fino a 162 km/h e centinaia di interventi.
🇵🇹 PORTOGALLO - Le correnti occidentali hanno apportato ulteriori precipitazioni sulle coste e sui rilievi interni, con ulteriore aggravamento delle condizioni nelle aree alluvionate.
🇮🇹 ITALIA - L'entrata sul Mediterraneo di un'asse secondario del sistema ha "spinto" l'intensa ventilazione dal Golfo del Leone verso la Sardegna e le regioni tirreniche meridionali.
La caduta di alberi ha causato tre feriti nel Sassarese oltre alla chiusura della statale 292 tra Sassari e Alghero. Il dato più alto è stato di 148 km/h a Escalaplano, seguito dai 139 km/h di Punta Sebera.
Per il mare in burrasca, una nave ha rotto gli ormeggi a Porto Torres, le onde hanno raggiunto un'altezza massima di 12 metri a largo della costa di Alghero.
Danni per vento si sono verificati anche a Palermo, nel Messinese e nell'area etnea, portando anche alla chiusura dell'autostrada A18 tra Tremestieri e Giarre. Raffiche fino a 150 km/h tra Monti Peloritani e lo Stretto di Messina hanno indotto violente mareggiate sulle coste tirreniche calabresi.
Sul lungomare di Reggio Calabria la furia del mare ha lasciato danni e tanti detriti.
Le piogge incessanti, oltre 200 mm caduti sulle aree interne calabresi, hanno gonfiato i torrenti ed i fiumi locali. La piena del fiume Crati ha allagato diverse aree da Cosenza a Sibari.
La situazione più critica si è presentata proprio sulla Piana di Sibari, con terreni completamente allagati e persone soccorse con l'ausilio di elicotteri e gommoni.
Tra Sardegna, Sicilia e Calabria sono stati oltre 2.000 gli interventi svolti dalle squadre dei Vigili del Fuoco.
Frane e mareggiate hanno stressato anche il Lazio e la Campania.
Un enorme albero viene sradicato a Castelldefels, Spagna, 12 febbraio 2026A terrifying close call 🌬️🌳 Gale-force winds uprooted a massive tree in Spain, narrowly missing a man and his dog as they walked by. pic.twitter.com/1Crpl66JXb
— AccuWeather (@accuweather) February 14, 2026
Intensi venti soffiano a Barcarès, Francia, 12 febbraio 2026💨 La tempête Nils atteint la Méditerranée avec une tramontane très violente : 143 km/h à Perpignan et 158 km/h à Leucate ! Images au Barcarès. (via @skaping) pic.twitter.com/0gx7uJeKCj
— Météo Express (@MeteoExpress) February 12, 2026
A cura di Lentini Emanuele
13 febbraio 2026