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🌀 HARRY è stata nominata il 16 gennaio 2026 dall'Agencia Estatal de Meteorología AEMET (SPA), è l'ottava tempesta nominata dal gruppo sud-occidentale nella stagione 2025-26.
Si è sviluppata sul Mediterraneo centro-occidentale tra il 18 e il 22 gennaio, portando ondate di maltempo eccezionali su aree costiere e interne dell'Europa meridionale e del Nord Africa.
Questo evento è stato caratterizzato da:
La tempesta è stata piuttosto distruttiva, con danni considerevoli su vaste aree territoriali. Il punto più cruciale è stato l'innalzamento del livello del mare e quella che viene chiamata onda di tempesta.
L'elevato fetch, ovvero la porzione di superficie marina su cui spira il vento con direzione e intensità costante, ha generato un moto ondoso sempre più energetico e caratterizzato da condizioni dello stato del mare da molto grosso a tempestoso.
🇮🇹 ITALIA - Il ciclone ha colpito duramente le regioni meridionali con piogge intense, violente mareggiate e forte vento che hanno imperversato per diversi giorni.
I Vigili del Fuoco hanno effettuato più di 3.250 interventi tra Sicilia (1900), Calabria (700) e Sardegna (650), i danni complessivi tra le tre regioni superano i 2 miliardi di euro.
Tanti comuni hanno predisposto con ordinanze comunali la chiusura di uffici, scuole, parchi, cimiteri, musei, biblioteche, mercati e impianti sportivi.
Le coste meridionali ed orientali della Sardegna, insieme a quelle ioniche di Sicilia e Calabria, oltre alle Isole Eolie, sono state devastante da furiose mareggiate che hanno eroso lunghi tratti di costa, danneggiando lungomari, porti turistici e stabilimenti balneari. In diverse città costiere il mare ha superato le barriere naturali e artificiali, invadendo strade e abitazioni ai piani bassi.
La boa della Rete Ondametrica Nazionale (RON) gestita dall’ISPRA, nel pomeriggio del 20 gennaio ha rilevato nel Canale di Sicilia un’altezza d’onda record alta 16,66 metri, precisamente tra Portopalo di Capo Passero e l’isola di Malta. Tale valore supera il record europeo di 14,2 metri registrato in Spagna durante la tempesta Gloria del 2020.
In Sardegna il tratto costiero del Golfo degli Angeli è stato tra i più colpiti: il mare ha cancellato la "spiaggia dei Centomila", ovvero il litorale del Poetto di Cagliari, allagato chioschi e ristoranti, ingoiato l'arenile e lasciato detriti ovunque, i marosi hanno letteramente sventrato il pontile di Marina Piccola; decine di residenti della borgata Maddalena Spiaggia, nel comune di Capoterra, hanno dovuto evacuare dopo che strade ed abitazioni sono finite sott'acqua; nella zona di Sarroch la forza delle onde ha travolto numerose imbarcazioni mentre la statale 195 tra il capoluogo sardo e Capoterra è stata chiusa a seguito di allagamenti e cedimenti nella carreggiata.
Criticità legate alla mareggiata non sono mancate neppure sui litorali orientali, in particolare sul tratto dal Golfo di Orosei a Siniscola, dove al picco della tempesta la boa del RON ha registrato una altezza significativa di 5.1 m.
I collegamenti marittimi sono stati bloccati a Cagliari e Olbia.
Sull'isola sarda le piogge torrenziali hanno provocato frane, smottamenti ed allagamenti. In 48 ore su alcune località è caduta la pioggia di quasi quattro mesi.
I massimi assoluti sono stati registrati a Genna Tuvara, nel comune di Gairo, con 548 mm ed a Villagrande Strisaili con 489 mm. In linea generale le cumulate si sono attestate tra i 100 ed i 200 mm sulle aree centro-orientale e meridionali della regione.
Sul versante orientale le acque piovane hanno alzato i livelli dei fiumi Cedrino, Posada e Flumendosa, con criticità concentrate tra la Provincia di Nuoro e l'Ogliastra.
Diverse criticità si sono verificate anche nel Cagliaritano e nel Sarrabus, con allagamenti estesi tra i comuni di Quartu Sant'Elena, Maracalagonis e Sinnai che hanno portato anche ad alcune evacuazioni.
I massimi valori di vento sull'Isola, provenienti da est sono stati registrati sui rilievi meridionali: 89 km/h di vento medio e 138 km/h di raffica a Iglesias San Michele, 88 km/h di vento medio e 134 km/h di raffica a Santadi Punta Sebera. A quote di pianura i massimi di vento medio sono stati di 62 km/h a Sant'Antioco e Senorbì, mentre raffiche di 94 km/h e 86 km/h sono state registrate, rispettivamente, a Bosa e Cagliari (Molentargius).
In Sicilia i danni causati dal vento e dalle mareggiate sono stati ben maggiori ed estesi.
La situazione più critica ha riguardato il tratto costiero tra Catania e Messina, investito da onde furiose e distruttive. A Furci Siculo la forza delle onde ha investito il lungomare, staccando e trascinando le panchine e gli arredi urbani. Stesse scene si sono viste a: Scaletta Zanclea, Roccalumera, Santa Teresa di Riva, Letojanni, Giardini Naxos, Fondachello, Riposto, Acitrezza. Anche le Isole Eolie sono state duramente colpite dal ciclone, con tutte le strutture portuali danneggiate ed i collegamenti interrotti. Lipari è stata flagellata dalla furia del mare.
Danni anche a Siracusa dove un tratto del muraglione sul lungomare è crollato, i pontili galleggianti del porto Piccolo a Ortigia sono stati distrutti e la contrada Pantanelli è stata compromessa dall'esondazione del fiume Anapo, costringendo all'evacuazione di alcune famiglie.
Black-out diffusi hanno lasciato al buio migliaia di utenze in provincia.
A Brucoli (Augusta) il forte vento ha divelto tetti, danneggiato barche e locali affacciati sul mare. Gli abitanti del borgo marinaro di Marzamemi, a Pachino, sono stati evacuati preventivamente.
Stravolto il piano di volo per gli aeroporti di Palermo e Reggio Calabria mentre diverse linee ferroviarie sono state danneggiate ed interrotte.
La stazione del Rifugio Citelli (Etna) ha segnato 510 mm (* dato parziale dovuto all'assenza di un pluviometro riscaldato e al passaggio da pioggia a neve durante l'evento). Gli accumuli variano dai 150 mm della costa orientali ai 300-400 mm della fascia interna, della Pedemontana Etnea e dei monti Iblei. Valori di 100-150 mm sono stati registrati anche nelle aree più interne come l'Ennese.
Diversi giorni dopo la tempesta, la Sicilia ha subito una grave frana nella città di Niscemi, causata dal lungo periodo di forti piogge e dalla geologia del terreno su cui è stata costruita la città.
Piogge intense e mareggiate hanno colpito duramente anche la Calabria. Distrutti i lungomare di Melito di Porto Salvo, di Bova, di Locri e di Siderno.
A Catanzaro Lido l'acqua ha superato il metro di altezza allagando alcune aree del quartiere. Le attività portuali sugli scali di Cirò Marina e Le Castella sono state bloccate dalla Capitaneria.
Le ingenti pioggie hanno innescato numerose frane che hanno interessato tratti di strada costieri e montani, addirittura un'ala del cimitero di San Mauro Marchesato è franata portandosi via le salme.
Sulla regione il dato di precipitazione più elevato è stato di 596mm a San Sostene Alaco, seguito dai 548 mm di Stilo e 420 mm di Chiaravalle Centrale, tutte località sulle Serre Calabresi. Dati elevati sono stati registrati anche in altre aree, dall'Aspromonte al Pollino, con valori compresi tra 70 e 400 mm.
Nevicate copiose ed abbondanti si sono verificate sull'Etna (fino a 2 metri di neve fresca a 2.000m), sull'Aspromonte e sulla Sila.
Mareggiate più contenute sono giunte fin sul Golfo di Taranto e nel Salento, interessando il tratto costiero del Metapontino e quello tra Santa Maria di Leuca, Tricase e Castro.
🇲🇹 MALTA - Il governo ha predisposto la sospensione di vari servizi come il trasporto via traghetto e la raccolta dei rifiuti. Diverse scuole tra cui il Junior College dell'Università di Malta, sono state temporaneamente chiuse a scopo precauzionale. Le prime avvisaglie di maltempo si sono manifestate nella notte del 17 gennaio quando una forte grandinata ha colpito l'isola tra Rabat e Baħrija. La raffica max ha raggiunto i 101 km/h mentre l'accumulo di pioggia più elevato non ha superato i 40mm. In tutta l'isola sono stati 180 gli interventi della Protezione Civile, più di 80 gli alberi caduti. Diverse imbarcazioni sono state soccorse dalle Forze Armate di Malta.
🇩🇿 ALGERIA - Le forti piogge legate al sistema hanno sommerso decine di abitazioni in diverse zone del nord del Paese e causato una vittima. Le province di Ghelizane, Chlef, Tiaret e Tissemsilt (ovest) e Médéa e Ain Defla (centro) hanno registrato un aumento dei livelli dei corsi d'acqua e accumuli di pioggia in numerosi quartieri, richiedendo l'intervento della Protezione Civile per drenare l'acqua, soccorrere i residenti intrappolati e liberare veicoli bloccati. Si sono inoltre verificati crolli parziali di muri di alcune abitazioni.
🇹🇳 TUNISIA - Un sistema convettivo a mesoscala V-shaped si è sviluppato a nord del paese, accompagnato da un’intensa attività elettrica.
Il passaggio della tempesta ha causato 4 vittime a Moknine. In alcune regioni come Monastir (centro-est), Nabeul (nord-est) e la Grande Tunisi, sono caduti quantitativi di pioggia che non si registravano in queste aree dal 1950. Il villaggio turistico di Sidi Bou Said, alla periferia di Tunisi, ha registrato 206 mm di pioggia mentre nella città di Sayada sono caduti 250 mm di pioggia in poche ore. Tutta la collina su cui si sviluppa Sidi Bou Said ha subito nuovi dissesti idrogeologici e diverse famiglie sono state invitate a lasciare temporaneamente le proprie case.
Nel mezzo del Mediterraneo centrale è stato segnalato un naufragio, legato alle rotte migratorie, con oltre 300 dispersi (mai rinvenuti).
L'erosione delle coste, dovuta alle forti precipitazioni e mareggiate causate dal ciclone Harry, ha riportato alla luce antichi resti archeologici nell'area di Néapolis, sulla spiaggia di Sidi Mahrsi e nei pressi del sito punico di Kerkouane.
🇱🇾 LIBIA - Le condizioni meteorologiche avverse hanno costretto alla chiusura temporanea dell'aeroporto internazionale Benina di Bengasi e causato l'affondamento di un rimorchiatore marittimo ormeggiato nel porto petrolifero di Ras Lanuf. La città libica ha subito alcuni danni con insegne, lamiere e pompe di benzina divelte dal vento e alberi caduti su automobili.
🇪🇸 SPAGNA - L'impatto del ciclone si è manifestato soprattutto attraverso onde molto alte e mare agitato lungo il litorale della Costa Brava, causando la chiusura di porti e infrastrutture balneari. Le intense mareggiate hanno provocato danni sul litorale di Badalona e danneggiato il Pont del Petroli. Un treno è deragliato nella zona di Vacarisses, a nord-ovest di Barcellona, dopo che un muro di contenimento è crollato sui binari. L'incidente è costato la vita al macchinista, oltre a causare decine di feriti. Disservizi hanno interessato anche la rete ferroviaria nell'area di Barcellona.
Forti precipitazioni hanno interessato la Catalogna ed i Pirenei. La portata del fiume Onyar si è alzata insieme al suo livello e ha tenuto col fiato sospeso gli abitanti di Girona. Le piene dei fiumi locali hanno trascinato con se un uomo, trovato morto successivamente. Sui rilievi pirenaici la neve è caduta abbondante. In tutta la regione sono state oltre 2.174 le chiamate d'emergenza.
🇫🇷 FRANCIA - Venti forti e precipitazioni intense hanno interessato l'area pirenaica, i dipartimenti meridionali e la Corsica. Sull'isola francese, oltre ai forti venti, si sono verificate interruzioni nella navigazione marittima e significativi straripamenti nei porti esposti a nord e a est.
🇬🇷 GRECIA - Una violenta serie di temporali ha colpito la regione dell'Attica causando ingenti danni tra Ano Glyfada e Koropi. I nubifragi hanno innescato alluvioni urbane, fango e frane, causando 2 vittime. Numerosi i disagi per allagamenti anche nell’area metropolitana di Atene. Nella regione sono caduti fino a 140-170 mm in poche ore.
🇹🇷 TURCHIA - Piogge e temporali hanno colpito anche le coste occidentali turche affacciate sull'Egeo. Alluvioni lampo (flash-flood) si sono verificate a Kuşadası, nella provincia di Aydın.
Conseguenze della tempesta Harry lungo la costa di Catania, Italia.Aftermath of Storm Harry along the coast of Catania, Italy.
— ADAM Platform (@PlatformAdam) January 24, 2026
The video shows the coastline before and after the event seen by Copernicus Sentinel2: the seafront devastated, massive discharges into the sea, and powerful waves reshaping the shore.
Danni lasciati da Harry sulla Sicilia.La Sicilia conta i danni.
— Meteo & Radar (@meteoeradar) January 21, 2026
Costa flagellata per oltre 48h da onde mastodontiche: case sventrate, strade e ferrovie distrutte.
Crollata la linea Catania–Messina.
Oltre 500mm di pioggia sull’Etna e neve eccezionale sopra i 2200m 🌊❄️
Servizio del TG1 Rai.Ciclone Harry al Sud, le onde invadono le zone costiere. Si contano i danni, dopo le mareggiate di queste ore: situazione critica in Sardegna, Calabria e Sicilia. Tg1 - Elena Biggioggero
— Tg1 (@Tg1Rai) January 21, 2026
A cura di Lentini Emanuele
26 gennaio 2026