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🌀 GABRIELLE è il secondo uragano della stagione atlantica (nominato il 17 settembre 2025 dal National Hurricane Center N.H.C. (USA)) poi declassato in ciclone post-tropicale poco prima di raggiungere l'arcipelago delle Azzorre. Ha raggiunto il picco di potenza di categoria 4 nell'estremo est delle Bermuda per poi prendere una traiettoria insolita verso l'Europa.
L'ultimo uragano ad aver colpito direttamente le Azzorre è stato l'uragano Gordon nel 2012.
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Il 22 settembre è stato emesso un avviso di allerta uragano per le Azzorre, poi elevato a livello di allerta il 24 settembre.
Alle 21 UTC del 25 settembre il sistema è stato declassato a ciclone post-tropicale mentre si trovava a circa 250 km a sud dell'isola di Flores.
L'impatto sulle isole è avvenuto il 26 settembre con venti che hanno raggiunto 185 km/h a La Serra de Santa Bárbara, sui monti dell'isola di Terceira e 125 km/h sul Pico dos Santos de Cima, nell'isola di São Miguel. A livello del mare la raffica più intensa è stata raggiunta a Horta/Prince Alberto do Monaco, nell'isola di Faial con 154 km/h.
Le precipitazioni associate alla tempesta sono state significative nei gruppi occidentali e centrali. Durante il passaggio più intenso sono stati registrati oltre 60 mm in 6 ore alla stazione di Graciosa (aeroporto) e 51 mm in quella di Morro Alto (situata a quasi 900 m di altitudine), con altri valori generalmente nell'ordine dei 30 mm o inferiori. La cumulata più elevata è stata registrata a São Jorge / Pico do Areeiro con oltre 94 mm.
Localmente le piogge hanno comportato rischio di inondazioni e fenomeni di piena nei settori montuosi. Onde alte fino a 18 metri in oceano.
Scuole ed edifici governativi nelle Azzorre centrali e occidentali sono stati chiusi, così come i porti di Madalena, Lajes e Horta. Sono state registrate oltre 100-255 richieste d'intervento dovute a: caduta di alberi, danni alle coperture dei tetti, crolli leggeri di strutture. Sedici persone sono state sfollate.
Tutti i piani di volo nell'intero arcipelago sono stati interrotti dal 25 al 27 settembre.
Gabrielle ha portato condizioni ventose e piovose nella Penisola Iberica e favorito il propagarsi di incendi boschivi.
Dopo aver colpito l'arcipelago delle Azzorre, la depressione ha proseguito verso est-nord-est e il 27 settembre si è avvicinata alla costa settentrionale del Portogallo, in questa fase la tempesta si trovava nel passaggio finale di transizione extratropicale, avendo perso le sue caratteristiche tropicali predominanti.
Tuttavia la perturbazione trasportava una massa d'aria molto calda e umida con ancora bande di precipitazioni a spirale attorno al nucleo.
Il landfall è avvenuto nelle prime ore del 28 settembre intorno alla città di Aveiro. Le maggiori precipitazioni, spalmate tra la sera del 27 ed il 28, si sono concentrate a nord, tra Viana Do Castelo, Braga, Porto e Viseu, e a sud, tra Coimbra e Castelo Branco. Mediamente le cumulate non hanno superato i 60 mm (punte di ~70 mm nell'area di Porto) durante l'intero evento e gli effetti sono stati circoscritti con allagamenti localizzati.
Le raffiche di vento più forti sono state condizionate più dall'esposizione e dall'orografia locale piuttosto che dalla vicinanza al nucleo di bassa pressione. I valori più elevati sono stati osservati nelle stazioni di Fóia (105,5 km/h), Pampilhosa da Serra (98 km/h) e Cabo da Roca (82 km/h).
Dopo il landfall il vortice ha perso forza ed energia, tuttavia la residua circolazione (cut-off) giunta sul Mare Balearico ha prodotto severe condizioni atmosferiche sfociate in convergenze instabili che si sono abbattute dapprima lungo le coste orientali del paese, dalla Catalogna alla Murcia e successivamente sulle Isole Baleari.
Il 28 settembre intense precipitazioni hanno colpito dapprima i Pirenei orientali (59 mm La Serreta, Huesca), l'area di Saragozza (85 mm Valdespartera), quella di Cáceres (60 mm) e di Grazalema (53 mm).
Fiumi di acqua e fango si sono riversati sull'area urbana di Saragozza.
Il giorno successivo -29 settembre- rovesci intensi e continui si sono abbattuti sulla Comunitat Valenciana ed in particolare nella regione di La Safor.
La tempesta ha accumulato 356 mm di pioggia in 12 ore nella città valenciana di Gandia, 239 mm a Barx, 101 mm all'aeroporto di Valencia, 72mm a Miramar.
Piogge intense anche sull'area di Tarragona: 246 mm a Amposta, 168 mm a Mas de Barberans e 89 mm a Tortosa; e su quella di Castelló/Castellón: 84 mm a Almassora.
Ad Aldaia, nella provincia di Valencia, nella notte tra il 29 e il 30 settembre sono caduti 57 mm in soli 35 minuti, provocando lo straripamento del torrente La Saleta.
I vigili del fuoco hanno effettuato operazioni di salvataggio di persone intrappolate in veicoli e abitazioni. Diverse strade secondarie, tra cui CV-472, CV-395, CV-429, CV-571 e CV-505, sono state chiuse. I servizi ferroviari pendolari e regionali, tra cui Cercanías e Rodalies, hanno segnalato ritardi o sospensioni a causa dell'allagamento dei binari.
Diversi comuni hanno chiuso mercati, parchi e altre strutture pubbliche. Nella provincia di Tarragona, centinaia di utenze hanno perso l'elettricità durante il picco di precipitazioni e oltre 536.000 studenti nella Comunitat Valenciana hanno sospeso le loro lezioni.
Prima di allontanarsi verso il Mediterraneo la tempesta ha colpito anche l'arcipelago delle Baleari causando alluvioni ad Ibiza (174 mm all'aeroporto e 252 mm nel centro) e su Formentera (115 mm).
🇬🇧 Regno Unito- Mareggiate hanno interessato le coste meridionali. Nessun disagio in particolare.
A cura di Lentini Emanuele
30 settembre 2025