ATTENDERE...
== CARICAMENTO PAGINA IN CORSO ==
🌀 ERMINIO è stata nominata il 30 marzo 2026 dal servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare CNMCA (ITA), è la 5ª tempesta nominata dal gruppo meridionale nella stagione 2025-26.
Si è sviluppata sul Basso Tirreno da un sistema frontale polare proveniente dal Nord Europa ed è rimasta attiva dal 31 marzo al 4 aprile tra l'Italia e la Penisola Anatolica.
La lenta evoluzione del ciclone nel cuore del Mediterraneo ha prodotto condizioni di spiccato maltempo sull'Europa meridionale, con fenomeni stazionari e duraturi sulle medesime aree.
Puglia, Molise e Abruzzo sono rimaste per giorni sotto un flusso perturbato proveniente da sud-est, molto instabile e carico di umidità. Piogge torrenziali hanno interessato senza sosta vaste aree provocando allagamenti, frane ed alluvioni, dalle coste alle aree interne è infinita la quantità di danni e disastri prodotti. In alcune zone le cumulate dell'intero peggioramento hanno superato i 300 mm.
Numerosi comuni di queste regioni hanno attivato i C.O.C. (Centro Operativo Comunale), le scuole sono state chiuse mentre centinaia di interventi sono stati effettuati dai Vigili del Fuoco per fronteggiare allagamenti, alberi caduti e per la messa in sicurezza di cose e persone. Il livello dei fiumi è cresciuto rapidamente insieme a quello di alcune dighe.
Il fiume Pescara è esondato a Spoltore, in località Santa Teresa. Ottanta famiglie, per un totale di circa 300 persone, hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni a causa dell'esondazione, l'acqua ha raggiunto anche le cabine dell'energia elettrica provocando blackout energetici. Il fiume ha creato apprensione nell'omonima città abruzzese, dopo aver superato la soglia di allarme il Comune di Pescara ha chiuso le golene nord e sud e disposto l'evacuazione di alcune abitazioni limitrofe.
L’esondazione del torrente Osento ha invaso la linea ferroviaria adriatica tra Vasto e Fossacesia, interrompendo i treni con conseguenti disagi su scala nazionale.
La piena del fiume Trigno ha causato il crollo del ponte sulla statale 16 "Adriatica" ed allagamenti diffusi nel territorio di Montenero di Bisaccia.
L'apertura delle paratie della Diga del Liscione ha attivato il piano di emergenza che ha costretto all'evacuazione dell'intera area industriale di Termoli, della contrada Rio-Vivo/Marinelle e di Campomarino Lido. La produzione industriale presso l'impianto Stellantis è stata sospesa. Sempre a Termoli la piena del fiume Sinarca ha travolto un uomo alla guida dell'auto, scampato e soccorso dopo essersi aggrappato ad un albero.
Il fiume Cervaro ha creato problematiche sia nella provincia di Avellino che in quella di Foggia: a Savignano Irpino ha allagato campi e la Statale 90 bis, a Bovino ha interrotto la tratta ferroviaria Foggia-Benevento con l'allagamento dei binari e della locale stazione, nel Tavoliere ha bloccato 50 automobilisti sulla statale 16 "Adriatica" , in località Borgo Incoronata, oltre a una quarantina di persone residenti tra masserie e casolari di campagna.
Sempre in Puglia, il fiume Ofanto ha superato il livello di guardia a Loconia, allagando campi e terreni agricoli tra Canosa di Puglia, Cerignola, Margherita di Savoia e Barletta; allagamenti si sono manifestati anche nell'area del Fortore e del Gargano.
Un'intensa grandinata si è abbattuta in Basilicata, tra i comuni di Nova Siri, Rotondella e Tursi con danni alle colture agricole. A Rapolla, nel potentino, per il cedimento di un muro di contenimento che ha interessato sette abitazioni, si è resa necessaria l'evacuazione per 15 persone.
Le piene del fiume Bradano e del fiume Basento hanno causato allagamenti ed interruzioni stradali nel Materano. Rovesci e grandinate non hanno risparmiato neppure la Puglia centro-meridionale: allagamenti, strade impraticabili e danni alle colture sono stati riportati soprattutto in Salento.
L'enorme quantità di precipitazione caduta ha messo in ginocchio il territorio interno. Centinaia di frane e smottamenti hanno spazzato via strade, isolato centri abitati e minacciato abitazioni.
L'afflusso di aria più fredda dai Balcani ha inizialmente contenuto le temperature, favorendo nevicate a quote collinari che hanno limitato di conseguenza i deflussi verso valle.
Nelle zone più alte dell'Appennino centrale le nevicate sono proseguite per tutto il peggioramento con notevoli accumuli al suolo, in alcune località come Capracotta, Pescocostanzo, Campo di Giove, Castel del Monte e Prati di Tivo sono caduti dal metro e mezzo, ai 3 metri di neve fresca.
13 persone rimaste isolate in un hotel a Passo Lanciano sono state raggiunte e spostate tramite l'intervento dell'esercito, a Prati di Tivo un residence, già evacuato in via precauzionale, è stato raggiunto da una valanga.
Danni diffusi seppur di minore entità si sono verificati nella provincia di Benevento, nel Casertano per l'alto livello del fiume Volturno, nell'Alto Cosentino Ionico e nelle Marche. Circa 90 residenti nella località Pozza (Comune di Acquasanta Terme) sono rimasti isolati a seguito di una frana.
In Croazia, il DHMZ (Servizio Meteorologico e Idrologico Statale) ha emesso un'Allerta Rossa per il Vento per il Canale del Velebit e la Dalmazia meridionale, condizioni estreme che hanno portato alla sospensione totale dei servizi di traghetto tra le isole e la terraferma per garantire la sicurezza marittima. I forti venti di Bora hanno portato alla chiusura delle principali reti stradali, compresi tratti dell'autostrada A1 e della strada statale costiera D8, oltre a limitazione del traffico sul ponte di Maslenica.
La tempesta ha avuto un forte impatto nell'area sud-orientale dell'Europa, tra l'Attica, le isole dell'Egeo, Creta e alcune parti del Peloponneso. Venti di burrasca (9-10 Beaufort) nel Mar Egeo hanno letteralmente bloccato il sistema dei trasporti marittimi. Il maltempo in Grecia ha fatto registrare tre vittime e oltre 1.100 interventi di soccorso.
L'Attica orientale è stata duramente colpita da alcune delle inondazioni più gravi, in particolare nelle zone intorno a Nea Makri e Rafina, dove le intense piogge in un breve periodo hanno provocato un rapido deflusso e l'accumulo di acqua nelle strade e nelle zone residenziali. Nell'area metropolitana di Atene ci sono stati circa 500 interventi da parte dei Vigili del Fuoco per case allagate, veicoli bloccati dall'acqua e alberi caduti che ostruivano le strade. Almeno 33 persone sono state tratte in salvo, molte da veicoli o abitazioni a livello del suolo colpite dalla rapida crescita dell'acqua.
Le scuole sono rimaste chiuse in diverse zone della Grecia. Nell'isola di Poros, nel golfo Saronico, un piccolo ponte è crollato e diverse auto sono state travolte dalla corrente.
Il ciclone ha trasportato anche grandi quantità di polvere sahariana attraverso il Mediterraneo orientale. La grande quantità di particelle desertiche presenti nell'aria ha tinto di arancione i cieli di Creta, con conseguente peggioramento della visibilità e della qualità dell'aria. Il fenomeno ha prodotto anche piogge fangose.
La ridotta visibilità ha avuto ripercussioni sulle operazioni aeree negli aeroporti di Heraklion e Chania, causando deviazioni e ritardi a diversi voli in arrivo.
Un potente tornado nella zona costiera di Pachia Ammos ha ribaltato un camion carico di prodotti agricoli, sradicato due pini, distrutto serre e causato il crollo di un muro in una fabbrica.
A Ierapetra, le onde spinte da forti venti meridionali hanno invaso le abitazioni del centro storico.
A cura di Lentini Emanuele
6 aprile 2026