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Sezione Tempeste • Storm Emilia • omlmeteo.it

SEZIONE TEMPESTE

🌀 Emilia

[Stagione 2025/2026]
📢 NAMED BY: AEMET [SPA] (11/12/2025) (Jonathan) by Free University of Berlin
📅 DATA: 12/12/2025 » 16/12/2025
🏅 CATEGORIA:
🗜 PRESSIONE MINIMA: 1010 hPa
📍 AREA INTERESSATA: Spagna, Portogallo, Marocco, Isole Canarie
🙏 VITTIME: 37
FENOMENI ASSOCIATI: Venti, piogge, mareggiate, dissesto idrologico, nevicate.
Percorso ciclone Emilia (cyclone tracking)

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Tempesta Emilia-13_dicembre_2025

🌀 EMILIA è stata nominata l'11 dicembre 2025 dall' Agencia Estatal de Meteorología AEMET (SPA), è la quinta tempesta nominata dal gruppo sud-occidentale nella stagione 2025-26.
Si è sviluppata a seguito di una saccatura sprofondata sull'Atlantico, tra le Azzorre ed il Marocco, e successivamente evoluta in cut-off. Ha colpito le Canarie, il Marocco e la Spagna sud-orientale portando con sé forti piogge, neve, temporali e mareggiate.

🌐 Sinottica

Carta del tempo con fronti
Carta del tempo con fronti
Carta del tempo con fronti
Carta del tempo con fronti
L'approfondimento del vortice sulle acque portoghesi ed il successivo isolamento sul Marocco settentrionale.

Effetti sul territorio

🇵🇹 PORTOGALLO, 🇪🇸 SPAGNA, 🇮🇨 CANARIE - La tempesta si è abbattuta con forza sulle Isole Canarie e sull'isola di Madeira, dove i venti hanno raggiunto una velocità di 160 km/h sulla montagna di Izaña (Isola di Tenerife) e 147 km/h sul Pico do Areeiro (Madeira) mentre le pioggie torrenziali hanno superato cumulate giornaliere di 150 mm sull'isola di Gran Canaria.
Intensi venti hanno sferzato anche sui tratti costieri con raffiche fino a 113 km/h all'aeroporto di Gran Canaria e 95 km/h su quelli di La Palma e Tenerife. Più di 700 interventi di emergenza sono stati necessari a Gran Canaria, 350 a Madeira e oltre 300 a Tenerife, la maggior parte dovuti al vento (caduta di palme e oggetti finiti per strada) e blackout.
Le mareggiate violente hanno messo in difficoltà porti, collegamenti marittimi e tratti costieri esposti. Al largo della costa di Maspalomas (Gran Canaria), una portacointainer in balia delle onde ha perso circa 50 container.
L'elevato gradiente termico creato dall'aria fredda sopraggiunta in quota, con la massa d'aria subtropicale presente nei bassi strati, è stato un fattore determinante nello sviluppo di fenomeni intensi piuttosto estesi.
Sulle montagne la temperatura è scesa sotto lo zero e la neve ha ricoperto le cime più elevate, raggiungendo il mezzo metro al Teide.
Il maltempo si è successivamente spostato verso il continente, colpendo le aree centro-meridionali della Penisola Iberica.
In Portogallo le raffiche hanno raggiunto i 106 km/h sul Fóia e 97 km/h al Cabo da Roca; un rapido passaggio perturbato ha portato precipitazioni diffuse e nevicate sui rilievi.
In Spagna le aree maggiormente colpite sono state le province di Murcia, Valencia e Castelló/Castellón, interessate dall'intenso fronte occluso e precipitazioni in rientro da est. Localmente sono caduti oltre 100 mm in 24 ore, ovvero quasi la metà della pioggia annua di quest'area, con altezza massima di 121,8 mm registrata a Totana (Murcia) il 14 dicembre.
Le allerte diramate hanno comportato la chiusura di scuole, parchi e giardini, biblioteche, centri per anziani, impianti sportivi comunali e altri edifici pubblici.
Tutta la Costa del Sol è stata interessata da venti e mareggiate intense: una probabile tromba marina è approdata sul litorale tra La Cala de Mijas e Fuengirola, provocando la caduta di diversi alberi e delle decorazioni natalizie; lunghi settori del litorale di Marbella sono stati erosi dalle onde; passerelle, viali e chiringuitos sono stati allagati mentre tutto il traffico marittimo nello Stretto di Gibilterra è stato interrotto.

Forti venti hanno distrutto le luci di Natale a Cala de Mijas, Malaga, in Spagna.
La grave alluvione che ha colpito Safi, in Marocco.

🇲🇦 MAROCCO - Il fronte perturbato atlantico, raggiunto il Massiccio del Rif, ha prodotto forti precipitazioni sull'area montuosa a nord del paese.
Le ingenti piogge si sono velocemente riversate sui bacini idrografici, causando l'eccessivo innalzamento dei livelli di fiumi e torrenti e, di conseguenza, la loro tracimazione a valle.
Le inondazioni hanno interessato l’area di Tétouan ed il tratto di costa tra Castillejos (Fnideq) e Martil. In poche ore strade e quartieri si sono trasformati in fiumi di fango; numerose case, attività commerciali e infrastrutture viarie sono finite sott’acqua e molte auto sono state sommerse o trascinate dalla corrente. Diversi tratti stradali sono stati interrotti da allagamenti, frane e smottamenti, colate di fango e crolli di ponti o muretti.
In diverse aree si sono verificati blackout e problemi alla rete idrica.
Scenari simili si sono verificati anche a Sefi, sulla costa nord-occidentale, colpita dall'evento più grave e catastrofico legato alla tempesta Emilia.
Una intensa cella temporalesca si è sviluppata rapidamente sopra il centro abitato scaricando, secondo alcune fonti non confermate, oltre 150 mm di pioggia nell'arco di un'ora. Gravi inondazioni hanno colpito tutta l'area urbana e le aree circostanti, travolgendo veicoli ed allagando interi quartieri. L'evento ha causato 37 vittime e 32 feriti.
Sulle montagne di Ouarzazate, circa 500 km a sud-est della capitale Rabat, la neve ha raggiunto uno spessore di 50 cm e le temperature sono scese sotto lo zero di notte.
L'alluvione ha fatto seguito a un periodo più ampio di forti piogge e nevicate sui Monti dell'Atlante, dopo sette anni consecutivi di siccità. I terreni compattati dal lungo periodo di aridità, hanno favorito il deflusso superficiale delle acque piovane che ha provocato inondazioni e frane su vaste aree del territorio.

Un'onda secondaria legata alla saccatura madre di Emilia si è originata sul Mediterraneo occidentale, proseguendo la sua marcia verso la Catalogna, la Francia meridionale ed il Tirreno, zone interessate da piogge molto intense.

A cura di Lentini Emanuele
17 dicembre 2025

GALLERIA FOTOGRAFICA

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