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🌀 DEBORAH è stata nominata il 25 marzo 2026 dal servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare CNMCA (ITA), è la 4ª tempesta nominata dal gruppo meridionale nella stagione 2025-26.
Si è sviluppata da un sistema frontale artico sull'Alto Adriatico ed è rimasta attiva dal 26 al 29 marzo tra l'Italia e la Penisola Anatolica.
Lo scontro della corrente d'aria sud-occidentale con la massa d'aria polare marittima proveniente da nord-ovest, insieme alla forte ondata di umidità proveniente dal Mediterraneo, sono stati gli ingredienti giusti per lo sviluppo di intenso ed esteso maltempo.
La parte più intensa della tempesta ha interessato l'area intorno all'Alto Adriatico: Friuli-Venezia-Giulia, Veneto, Emilia-Romagna insieme ad alcune regioni della Slovenia, della Croazia e della Bosnia-Erzegovina.
Il maltempo ha esordito con l'approdo del fronte freddo sulle Alpi, al suo passaggio si sono generate celle temporalesche che hanno interessato i settori prealpini e le pianure pedemontane del Nord ITALIA. Ai forti venti di foehn, ai rovesci e alle tante scariche elettriche, si sono aggiunte le grandinate (di piccola taglia) che hanno imbiancato prati e strade di molte località.
I venti hanno raggiunto i 190 km/h sulle Alpi Cozie, 130 km/h a Canzo (Como) e sul monte Pennello (Genova), 127 alla Marina di Loano (Savona) e 129 a Poggio Fearza (Imperia).
Le raffiche hanno causato la caduta di alberi nelle vallate meridionali del Trentino, nel Piemonte, nel Trevigiano ed in Friuli. A Gorizia circa venti persone sono state evacuate in via precauzionale, a seguito della presenza di un albero di grandi dimensioni pericolante su alcune abitazioni mentre a Genova una donna è rimasta ferita dalla caduta di un grande ramo di pino.
Il vortice si è rapidamente approfondito dando vita a un'intensa circolazione intorno al suo centro con venti di Bora sul Golfo di Trieste, sulla Laguna Veneta e sulla costa dell'Emilia-Romagna, sui litorali si sono misurate raffiche di 80/90 km/h mentre sui crinali dell'Appennino e sulle vette delle Alpi Friulane si sono superati i 200 km/h.
In Veneto sono stati oltre 150 gli interventi da parte dei VV.FF. e oltre 500 quelli in Emilia-Romagna.
Oltre al vento queste zone sono state interessate da forti precipitazioni e mareggiate. L'arrivo di aria più fredda ha prodotto nevicate fino a quote basse.
La neve ha raggiunto la costa tra Ravenna e Ferrara mentre sulle Dolomiti sono caduti fino a 30 cm.
Situazione ben diversa sull'Appennino centro-settentrionale dove si sono abbattute violenti bufere che hanno lasciato apporti al suolo superiori al metro sulla fascia montana compresa tra il Passo della Consuma, il Casentino e l'Alpe della Luna.
Centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati per 11 ore sulla superstrada E45 (Cesena-Roma), in località Canili nel comune di Verghereto.
Alcuni voli diretti all'aeroporto di Genova sono stati dirottati verso altre destinazioni.
La circolazione sinottica del ciclone ha interessato anche le regioni centro-meridionali, con il suo avanzare verso sud la ventilazione si è intensificata sulle aree tirreniche (Maestrale) e sulle regioni meridionali italiane (Libeccio).
In Sardegna il Maestrale ha causato condizioni di mare grosso, con onde alte fino a 7-10 metri.
A Campobasso il forte vento ha fatto crollare un vecchio edificio e danneggiato la copertura di una palestra. In molte strade alberi caduti, cartelloni pubblicitari divelti e bidoni dell'immondizia volati via. Criticità e allagamenti anche nel centro abitato di Termoli, dove il sindaco ha invitato la popolazione ad evitare zone alberate. Piogge e nevicate hanno interessato i paesi del Trigno mentre per le avverse condizioni meteo-marine le Isole Tremiti sono rimaste isolate per due giorni. Frane e allagamenti nel territorio di Fossacesia hanno portato alla chiusura del lungomare e di una strada provinciale mentre un nuovo movimento del fronte franoso di Silvi Paese ha causato il crollo di diversi edifici.
Danni per il vento sono stati riscontrati anche nella Capitanata e nel nord Barese, gli interventi maggiori si sono concentrati a Foggia.
Rovesci e grandinate hanno interessato anche Roma e dintorni mentre la neve ha imbiancato i Castelli Romani.
A causa di una grandinata un automobilista ha perso la vita in un incidente sull'A1, all'altezza di Barberino del Mugello.
La tempesta ha colpito duramente anche la CROAZIA: il 27 marzo venti fino a 120 km/h hanno determinato il caos in diverse zone del paese. Guasti alla rete elettrica hanno lasciato senza fornitura 18.000 persone. Le autorità hanno chiuso le scuole e invitato i cittadini a rimanere a casa.
A Zagabria si sono verificati circa 1000 incidenti e diversi feriti a causa della caduta di alberi e detriti. Le prime stime hanno evidenziato danni a 150 veicoli e oltre 50 tetti.
Due persone sono rimaste ferite in un deragliamento del treno su cui viaggiavano, causato dall'impatto con un albero caduto sulla linea nel nord del paese.
Bufere di neve hanno colpito le aree montane del Gorski Kotar e della Lika (Croazia), oltre a quelle nord-occidentali della BOSNIA-ERZEGOVINA. Nella località dei Laghi di Plitvice il manto ha superato il metro d'altezza.
In GRECIA le forti piogge ed i temporali hanno colpito l'Attica, le criticità più significative hanno riguardato in particolare le aree a nord e ad ovest di Atene come Malakasa ed Elefsina. Il maltempo ha causato notevoli disagi ai trasporti e ha portato neve insolitamente abbondante in montagna in Epiro e Macedonia.
A cura di Lentini Emanuele
2 aprile 2026