Il quadro sinottico dell’evento
La configurazione sinottica dell’8 settembre ha segnato l’inizio del progressivo cedimento del promontorio anticiclonico subtropicale che aveva garantito caldo e stabilità nell’ultimo periodo.
I forti contrasti termici e la convezione sono stati la causa principale di questa ondata di maltempo, innescata dall’ingresso di masse d’aria più fresca verso il Sud Italia.
Nel sistema temporalesco sviluppatosi sui rilievi dell’Appennino centro-meridionale, sono spiccate in particolare due celle: la prima ha colpito il capoluogo Potenza, mentre la seconda si è concentrata nell’area più meridionale, compresa tra il Vallo di Diano (Sala Consilina) e l’alta Val d’Agri (Marsico Nuovo).
La situazione a Potenza e nelle aree interne
L’ondata di maltempo ha colpito duramente il capoluogo di regione, dove nel giro di un’ora sono caduti fino a 50 mm di pioggia in alcuni quartieri del centro cittadino.


Il temporale si è poi spostato sull’area montuosa del comprensorio Sellata-Pierfaone, per poi insistere sull’Alta Val d’Agri, colpendo soprattutto il territorio di Marsico Nuovo.


Le principali criticità riscontrate nel territorio:
- Allagamenti urbani: Strade trasformate in torrenti nel centro di Potenza e nei quartieri a valle, con tombini e caditoie incapaci di smaltire la quantità d’acqua caduta in così poco tempo.
- Difficoltà alla circolazione: Automobili bloccate e traffico paralizzato lungo i principali snodi viari d’accesso alla città.
- Interventi dei soccorsi: Numerose le chiamate al comando dei Vigili del Fuoco per scantinati allagati, garage invasi dal fango e rami spezzati dalla forza del vento.
Uno scenario meteorologico in evoluzione
L’evento temporalesco dell’8 settembre si inserisce in un contesto di graduale cedimento dell’alta pressione sull’Italia. Il forte contrasto termico tra le elevate temperature degli ultimi mesi e l’ingresso dei primi spifferi d’aria più fresca in quota sta generando celle temporalesche particolarmente aggressive e localizzate sull’Appennino meridionale.